August272012
Qualche numero sulle Paralimpiadi di Londra 2012: sono 164 le nazioni partecipanti (alcuni stati come l’Albania, il Malawi e il Ruanda vi partecipano per la prima volta) e 4200 gli atleti. Se a Sidney erano stati venduti 1,2 milioni di biglietti, ad Atene 850 mila e a Pechino 1,8 milioni Londra ha già battuto il record con ben 2,5 milioni di ticket venduti.
(Source: ilsole24ore.com)
August72012
Philipine Van Aanholt, Reginald de Windt, Liemarvin Bonevacia, Guon Marial: sono i quattro atleti senza patria che il Cio ha fatto sfilare sotto la bandiera olimpica durante la cerimonia d’apertura. I primi tre sono figli delle Antille Olandesi, stato che non c’è più. Guon Marial è figlio del Sudan da cui è scappato, chiedendo asilo politico negli Usa.
Independent Olympic athletes, li chiamano. Sulla pista dello stadio di Londra erano stretti tra l’Islanda e l’India.Pochi,invisibili nonostante i balli, nonostante la gioia, nonostante l’orgoglio. Apolidi, cittadini senza cittadinanza. Figli dello sport. Punto.
Da ilgiornale.it “Quegli atleti felici anche senza una patria”
July82012
È da allora che stiamo combattendo contro questa macchina gigantesca per ottenere un minuto di raccoglimento durante la cerimonia di apertura. Non pretendiamo che venga menzionata la loro nazionalità, chiediamo che siano ricordati come i figli delle Olimpiadi, gli sportivi che andarono a Monaco in pace e ritornarono nelle bare.
Ilana Romano è una delle vedove degli undici atleti uccisi alle Olimpiadi di Monaco ‘72. Dopo 36 anni, come già accaduto durante le altre edizioni olimpiche, eccezion fatta per Mosca ‘80, continua la battaglia delle vedove per ottenere un minuto di silenzio in memoria degli sportivi uccisi.
Fonte: Corriere.it
May132012
Neanche le Olimpiadi di Londra si salvano dalla denuncia di sfruttamento del lavoro nei Paesi Asiatici. Come si legge nell’articolo pubblicato dal Corriere della Sera
Niente Fair Games, dunque, anche per Londra 2012. A denunciare ancora una volta gli effetti devastanti della delocalizzazione della produzione delle griffe è l’ong Abiti Puliti che ha esaminato le condizioni di lavoro di 10 fabbriche di abbigliamento sportivo in Cina, Sri Lanka e Filippine, intervistando un totale di 175 lavoratori.
Ecco l’intero articolo “Salari da fame per gli operai che cuciono gli abiti di atleti e volontari di Londra 2012”.